SERGIO RAGALZI - Acromate Inquieto

 

APART SPAZIOCRITICO PRESENTA, SERGIO RAGALZI - ACROMATE INQUIETORETROSPETTIVA DEDICATA ALLE OPERE DELL'ARTISTA PIEMONTESE NATO A TORINO NEL 1951.

DODICI LAVORI REALIZZATI TRA LA FINE DEGLI ANNI 80' E GLI INZI DEGLI ANI 90' - SIA SU CARTA CHE SU TELA- INTRODURRANNO UNA PICCOLA PARTE DELLA GRANDE PRODUZIONE ARTISTICA DI RAGALZI, A PARTIRE DALLA SERIE OMBRE ATOMICHE, AGLI INSETTI, BOZZOLI, FINO AD ARRIVARE AI VIRUS.

QUELLO DI SERGIO RAGALZI E' UN PENSIERO POLITICO-SOCIALE DELL'ARTE; ATTRAVERSO UNA GRANDE SENSIBILITA' RICETTIVA, PERCEPISCE INCOSCIAMENTE LA DUREZZA DELL'ESISTENZA NELLE SUE IMMAGINI, ENERGIE, CONTRASTI E DOLORI, PER POI TENTARE DI RISOLVERLA NEI SUOI LAVORI. IL COLORE SPARISCE, NON COMPARE. ATTRAVERSO LA SUA NON PRESENZA, TRATTIENE OGNI SFUMATURA VERSO DISTINTE POLARITA': IL BIANCO E IL NERO.

PER L'ARTISTA LA PITTURA E' ELEMENTO DISTURBANTE, QUASI FORVIANTE; LA PROFONDITA' E L'EQUILIBRIO DI OGNI RAPPRESENTAZIONE, ATTRAVERSO L'USO BILANCIATO DEGLI OPPOSTI, RENDE, PER RAGALZI, L'IMMAGINE PIU' NITIDA, ESSENZIALE, QUASI IMMATERIALE. LA FIGURA NON C'E' SVANISCE, SI DISSOLVE NELL'OMBRA, NELL'IMMAGINE DEL NULLA.

ED E' COSI' CHE SERGIO RAGALZI RAPPRESENTA LA VITA E QUINDI LA SUA PITTURA, ATTRAVERSO L'ESSENZA E LA PRESENZA DELL'OMBRA, CON UN FILTRO EMOZIONALE DRAMMATICO E PUNGENTE, COME UN 'ACROMATE INQUIETO', COME UNA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO.